In ogni progetto di inclusione sociale, la presenza delle istituzioni locali non è soltanto utile, ma può diventare determinante. Durante l’attuazione di “Facilitare le giovani mamme straniere all’inserimento nel tessuto sociale”, abbiamo avuto la conferma che lavorare a stretto contatto con chi vive e amministra il territorio fa la differenza tra un’iniziativa isolata e un vero cambiamento duraturo.
Fin dai primi passi, il progetto ha cercato un dialogo diretto con il Municipio V di Roma, un’area della città caratterizzata da una grande diversità culturale e da una forte presenza di giovani famiglie. Il primo incontro con i referenti municipali è stato semplice ma incisivo: raccontare obiettivi, metodologie e soprattutto l’impatto atteso per la comunità locale. Da quel momento, si è aperta una collaborazione che ha dato frutti concreti.
Il Municipio V ha fornito supporto nella diffusione delle informazioni. I nostri eventi e laboratori sono stati inseriti nelle newsletter municipali, condivisi sui loro canali social e promossi attraverso le bacheche dei servizi territoriali. Questo ha permesso a molte più persone di venire a conoscenza del progetto, in particolare mamme che non erano mai entrate in contatto con associazioni del terzo settore.
La collaborazione ha avuto un impatto immediato sulla partecipazione. Nei laboratori creativi e linguistici, il numero delle presenze è cresciuto costantemente. Alcune partecipanti hanno raccontato di aver letto dell’iniziativa proprio in un volantino affisso in un centro servizi municipale, altre di averlo scoperto grazie a un post condiviso sul profilo ufficiale del Municipio.
Oltre alla diffusione, il Municipio V ha facilitato l’accesso a spazi adeguati per incontri e attività. In alcuni casi, sono state messe a disposizione sale comunali, luminose e facilmente raggiungibili, dove poter organizzare eventi aperti anche ai cittadini italiani interessati a conoscere meglio le culture delle partecipanti. Questi spazi hanno rappresentato un punto neutro, istituzionale, che ha dato al progetto maggiore autorevolezza e riconoscibilità.
Un esempio significativo è stato l’incontro pubblico di metà percorso, ospitato proprio presso una sede municipale, in cui le mamme hanno potuto raccontare le loro esperienze davanti a rappresentanti delle istituzioni, operatori sociali e cittadini. In quell’occasione, alcune hanno preso il coraggio di intervenire, in italiano, per spiegare come la partecipazione al progetto avesse migliorato la loro quotidianità. È stato un momento di grande emozione e anche un segnale forte per le istituzioni: l’inclusione è possibile quando si lavora insieme.
Il sostegno del Municipio V ha anche dato un messaggio simbolico potente: queste mamme non erano più “invisibili” agli occhi della città, ma protagoniste di un percorso riconosciuto ufficialmente. Questo ha rafforzato l’autostima delle partecipanti e ha aperto la strada a nuove forme di collaborazione. Alcune mamme, ad esempio, hanno chiesto informazioni su come partecipare ad attività municipali dedicate alle famiglie, mentre altre hanno deciso di proporsi come volontarie per eventi locali.
Dietro ogni iniziativa riuscita c’è una rete. E in questa rete, le istituzioni locali giocano un ruolo chiave. Hanno la capacità di connettere associazioni e cittadini, di legittimare progetti innovativi e di favorire la nascita di nuove idee. Nel nostro caso, il dialogo continuo con i referenti municipali ha anche permesso di adattare le attività alle esigenze del territorio, segnalando quali quartieri fossero più interessati, quali fasce orarie fossero più accessibili e quali tipologie di servizi fossero più richieste.
Le testimonianze delle mamme coinvolte confermano questo impatto. “Ho saputo del corso tramite il municipio, mi sono sentita accolta e seguita,” ci racconta una partecipante. Un’altra aggiunge: “Sapere che c’è un progetto sostenuto anche dalle istituzioni mi ha dato fiducia, non è una cosa che finisce domani, è qualcosa che vale davvero.”
Il valore di questa collaborazione si riflette anche nel futuro. Grazie ai rapporti costruiti, Euro Mamme potrà più facilmente replicare l’esperienza, coinvolgendo ancora il Municipio V o creando connessioni con altri municipi della città. Le istituzioni hanno visto in questo progetto un esempio di buona pratica e hanno espresso interesse a sostenerne la continuità.
Questa sinergia dimostra che l’inserimento delle giovani mamme straniere non è solo un compito delle associazioni, ma una responsabilità condivisa. Quando un ente del terzo settore e un’amministrazione locale lavorano fianco a fianco, il risultato è una comunità più aperta, più solidale e più preparata ad accogliere chi arriva da lontano.
Il progetto ci ha insegnato che fare rete con le istituzioni non è un’opzione, ma un ingrediente fondamentale per l’impatto reale. Continueremo a coltivare questo dialogo, perché crediamo fermamente che solo così sia possibile creare una città che non lascia indietro nessuno, nemmeno le mamme che, con coraggio, stanno costruendo qui la loro nuova vita.

